Neutropenia suscettibilità ad infezioni

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Neutrofili bassi
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Neutropenia suscettibilità ad infezioni

I soggetti colpiti da una rilevante e persistente condizione di neutropenia risentono di una maggiore suscettibilità ad infezioni, soprattutto a quelle di natura batterica rispetto a quelle virali. Per monitorare il deficit si prendono in considerazione dei precisi range:  sotto i 1.500 neutrofili per millimetro cubo nel sangue si hanno i neutrofili bassi. Vengono classificati diversi gradi di neutropenia: lieve (tra i 1.500 e i 1.000), con un ridotto rischio di infezione; moderata (tra i 500 e i 1.000), con una moderata esposizione al rischio di contrarre infezioni; severa (con meno di 500 neutrofili per millimetro cubo), a cui si associa un’alta suscettibilità ad infezioni. La forma di neutropenia più preoccupante è quella neutropenia cronica grave, dal momento che i pazienti presentano una conta neutrofilica cronica o ricorrente inferiore a 1.500 neutrofili/mm3, che provoca una maggiore sensibilità alle infezioni batteriche. Tra gli agenti patogeni che destano maggiore preoccupazione, dal momento che sono i principali responsabili di focus infettivi in questi soggetti vanno segnalati i seguenti batteri: stafilococchi, streptococchi, bacilligram-negativi. Anche se le infezioni batteriche sono più frequenti in caso di neutropenia, non vanno tascurate quelle micotiche che di solito causano il qudro clinico della candidosi e dell’aspergillosi sistemica. I pazienti colpiti neutropenia cronica grave sono anche soggetti a gengivostomatite. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di: https://www.orpha.net/data/patho/Pro/it/Urgenza_NeutropeniaCostituzionaleGrave-itPro10576.pdf.

Conoscenza dei fattori genetici

Neutropenia suscettibilità ad infezioni

Neutropenia suscettibilità ad infezioni

La manifestazione della malattia infettiva è strettamente relazionata con diversi fattori, tra cui la stessa virulenza dell’agente infettivo, la reazione attivata dal soggetto aggredito dal patogeno e le caratteristiche genetiche del paziente. Quindi diversi soggetti colpiti da uno stesso agente presentano una risposta variabile, in alcuni casi il quadro clinico sarà caratterizzato da specifici sintomi, come ad esempio uno stato febbrile più alto, in altri casi possono presentarsi delle complicanze. Assume grande importanza quindi la conoscenza dei fattori genetici che determinano la suscettibilità all’infezione, in quanto è possibile acquisire delle informazioni utili per la prevenzione delle più comuni malattie infettive ma anche per la prescrizione di appropriati schemi terapeutici.

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