Neutropenia indotta da farmaci

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Neutrofili bassi
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Neutropenia indotta da farmaci

In ambito clinico non sono rari i casi di neutropenia indotta da farmaci che si vengono ad evidenziare per diverse ragioni implicando differenti meccanismi che determinano il calo dei valori e possono dipendere dal dosaggio, dalle tempistiche di somministrazione, ma possono determinare il calo di questo gruppo di globuli bianchi anche i farmaci che innescano l’inibizione diretta dei precursori midollari come pure quelli capaci di danneggiare i precursori midollari oppure i granulociti circolanti; talvolta poi altri presidi farmacologici sono in grado di accelerare l’apoptosi dei neutrofili oppure ostacolano la formazione delle CFU-dei granulociti/macrofagi a livello midollare. Nei casi più comuni e meno preoccupanti, la sospensione della terapia farmacologica determina la risoluzione della neutropenia, nei casi più gravi si possono verificare dei processi di formazione di immunocomplessi che si legano a queste cellule ematiche determinando la loro distruzione. Di solito il calo dei livelli dei neutrofili associata all’assunzione dei farmaci tende a verificarsi in maniera rapida già subito dopo le prime assunzioni oppure dopo una riesposizione ad un nuovo farmaco. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Neutropenia da diminuita produzione a livello del tessuto emopoietico.

I fattori genetici

neutropenia indotta da farmaci

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Tra gli altri fattori che possono rendere più evidente questa particolare condizione di neutropenia associata all’assunzione di alcuni farmaci bisogna tener conto anche della presenza di specifici fattori genetici che entrando in relazione con alcuni principi attivi possono scatenare il calo dei neutrofili. Si registrano casi di neutropenia indotta da clozapina e polimorfismi a carico del gene per il TNF o neutropenia da sulfasalazina e fenotipo acetilatore lento, si possono riscontrare inoltre episodi di agranulocitosi indotta da captopril. In genere per ristabilire i valori di questo gruppo di globuli bianchi basterà sospendere l’assunzione del farmaco sospetto, in genere dopo circa una settimana il paziente migliora le sue condizioni per cui può risolversi la neutropenia. Maggiori notizie si trovano su Neutropenia postinfettiva: come si riscontra.

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