Cura dei linfomi: la scoperta del recettore CD16A

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Cura dei linfomi: la scoperta del recettore CD16A

Un’importante scoperta scientifica ha dato impulso alla formulazione di farmaci più efficaci per la cura dei linfomi ed altri tipi di tumore, questo perché il successo delle cure dipende principalmente dai recettori espressi dalle cellule del sistema immunitario. La ricerca che ha portato a tale risultato è stata pubblicata sulla rivista dell’American Society of Hematology, Blood, e rappresenta una tappa fondamentale non solo in campo ematologico, ma anche per quanto riguarda gli studi relativi alle patologie autoimmuni che chiamano in causa la centralità dei neutrofili. Il team di studiosi che ha lavorato a tale scoperta include anche un gruppo di studiosi del Centro di Terapia Cellulare “Gilberto Lanzani” dell’ASST Papa Giovanni XXIII, dell’Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma (AIL) – sezione Paolo Belli di Bergamo, che ha fondato e sostenuto il Centro di Terapia Cellulare fin dal 2003, e della FROM. Inoltre questa importante ricerca scientifica ha potuto contare del sostegno diretto di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Per altre informazioni su tale argomento si rimanda alla lettura di http://www.lavocedellevalli.it/cronaca/articolo/cura-linfomi-nuova-scoperta-made-in-bergamo-apre-importanti-scenari.

Come è avvenuta la scoperta

Cura dei linfomi

Cura dei linfomi

La scoperta è avvenuta quasi casualmente nel corso di uno dei tanti studi condotti per esaminare come funzionano gli anticorpi monoclonali impiegati come farmaci per la cura di linfomi e di tumori. Nel corso di tali tipi di vengono di solito coinvolti dei volontari sani che acconsento a sottoporsi ad un prelievo di sangue da analizzare per studiare il rapporto che si attiva tra gli anticorpi terapeutici ed il sistema immunitario. Durante un esame è stato individuato un soggetto in possesso di una caratteristica rara: non esprimeva un particolare recettore del sistema immune, chiamato CD16B, che in condizioni normali viene espresso dai neutrofili. È stato così individuato un donatore “nullo” ossia un raro donatore sano che ha spostato l’attenzione sulla valutazione su un altro recettore in precedenza trascurato; di fatto sono stati indagati gli effetti degli anticorpi in vitro non dovuti al CD16B ma al recettore CD16A, il quale è stato preso in considerazione per la prima volta evidenziando il suo ruolo centrale nella risposta del paziente ad uno dei farmaci più utilizzati per la cura dei linfomi.

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